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Insetti Xilografi, il senso del bello

Stamperia artigianale e restauro del legno 

A Mirandola, all’incrocio tra via Verdi e via Montanari, è nato da poco un piccolo laboratorio artigiano dal nome insolito, “Insetti Xilografi”. Qui Gregorio Bellodi realizza restauri e crea lavori che rimandano ad una tradizione dimenticata, ma di assoluto valore. L’idea che accompagna Gregorio e la sua musa, Alessia Baraldi, è quella di un’artigianalità artistica pregevole, tecnicamente impeccabile e carica di significato a disposizione di tutti.

«L’idea wow deriva dalla nostra formazione artistica appresa all’Accademia di belle Arti di Bologna e dalla mia esperienza come restauratore. Circa un anno fa ho affittato questo locale, dove ho installato due torchi calcografici per realizzare stampe a rilievo. Insieme ad Alessia abbiamo visto che la cosa prendeva piede, soprattutto nella sua accezione artistica, oltre che artigianale. Quindi dall’anno scorso ho deciso di avviare questa piccola attività, “Insetti Xilografi”, dove sono titolare della ditta individuale».

Come trovate la vostra nicchia di clientela, la vostra tribù?
«La voce di quel che faccio in laboratorio si è diffusa grazie ai social, Instagram in particolare, però non essendo molto esperto di questo tipo di linguaggio, ho potuto constatare come il passaparola e il contatto con la gente crei la migliore fidelizzazione con i clienti. Quindi la nostra tribù si sta formando grazie a chi è venuto a trovarci e ha poi sparso la voce con amici e conoscenti. Il contatto ha creato quel valore aggiunto con le persone che apprezzano e capiscono il concetto artistico dietro al nostro lavoro. Inoltre organizziamo workshop e laboratori rivolti a scuole o privati per far assaporare loro il piacere del lavoro manuale artistico».

Che rapporto hai con gli strumenti digitali?
«Abbiamo in progetto di realizzare un sito internet, perché la gente vuole un riscontro telematico di quel che facciamo. Le persone vogliono vedere delle immagini e perché no, acquistare anche online. Da una parte ne capisco l’utilità, ma dall’altra credo che clientela di questo tipo sia anche abbastanza volatile, nel senso che apprezzano il prodotto ma poi ci sono altre mille persone molto più brave da cui andare. Quindi personalmente continuo a cercare il contatto diretto perché la fiducia si stabilisce ancora in quel modo lì. Poi io intendo i social e l’informatica come un megafono per la propria attività, dietro cui deve esserci una voce viva, reale».

Ma un prodotto artistico si acquista una tantum, o sbaglio?
«Sì ma essendo un piccolo artigiano restauratore mi accontento anche di briciole. Se c’è una briciola ogni giorno va benissimo. Nel senso che anche se oggi la gente non è più disposta ad acquistare o far restaurare il mobile d’epoca, se uno ha un mobile antico che ha un piede rotto, me lo porta e io l’aggiusto. Quindi dico sì ad ogni evenienza e il cliente vede che l’artigiano è pronto e non si formalizza sul lavoro da fare, anzi cerca di farlo bene.
prodotto artistico poi è vero, uno lo compra una tantum, ma ci sono mille declinazioni possibili. Ad esempio realizzo complementi d’arredo come tovaglie, tovagliette con soggetti disegnati da Alessia, piccoli arazzi, numeri civici decorati e così via. Quindi la gente si sbizzarrisce e da qui nascono tante nuove idee».

Se potesse chiedere un supporto all’amministrazione pubblica, cosa chiederebbe?
«Per me sarebbe molto importante che venissero organizzati eventi che aprano il centro e le nostre botteghe al pubblico. Forse la cosa più bella che potrebbe fare l’amministrazione comunale sarebbe cercare di snellire un pochino, per quanto possibile, gli intralci burocratici e permettere di farsi vedere a queste piccole attività. I supporti economici sono ben accetti ma possono venire anche dopo, prima servirebbe un po’ di sostegno per dare visibilità a ciò che facciamo».

Insetti Xilografi
Francesco Montanari n° 10

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