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Le proposte di Lapam Moda per salvare il comparto

Lo stato del settore è molto compromesso, lo abbiamo recentemente riferito al Governo in udienza. Serve un cambio di passo deciso per dare respiro al comparto moda che, nel nostro territorio, è particolarmente importante.

Roberto Guaitoli, presidente di Lapam Moda, si fa portavoce delle istanze di una categoria in grave difficoltà a causa della pandemia. I dati Lapam, sul fatturato reale 2020 di un ampio campione di aziende, lo confermano: il tessile abbigliamento ha perso in media il 15,2% del fatturato e le prospettive per il 2021 restano peggiori rispetto ad altri settori.

Questa la sintesi delle richieste fatte da Lapam Moda e da altre organizzazioni di categoria:

  • riapertura immediata dei negozi di moda in fascia rossa, come già avviene in altre parti d’Europa, su appuntamento oppure trovando soluzioni come l’articolazione in diverse fasce orarie o permettendo l’ingresso ad una sola persona alla volta o dal lunedì al venerdì, sempre osservando le linee guida per i negozi al dettaglio e il Protocollo di sicurezza;
  • il credito d’imposta sui canoni di locazione degli esercizi commerciali prevista nella legge di conversione del Decreto Ristori va riproposto per le aziende della moda che sono state costrette alla chiusura in fascia rossa, almeno per i primi quattro mesi del 2021;
  • sul fronte degli indennizzi è stata sollevata la questione della selettività e della scarsità delle risorse per le imprese della moda. Si è evidenziata l’esigenza della riproposizione dell’emendamento sull’estensione alla filiera della moda (anche commercio al dettaglio) del credito d’imposta sulle eccedenze di magazzino del Decreto Rilancio. 
  • sulla selettività degli ultimi sostegni, è stato evidenziato il problema della soglia minima del 30% della perdita di fatturato per l’accesso ai contributi. Soglia estremamente penalizzante per un settore che – a differenza delle altre attività – ha arginato le perdite di fatturato facendo ampio ricorso a sconti, promozioni e saldi, riducendo però pesantemente i margini che permettono a un’impresa di stare sul mercato.
  • A sostegno e stimolo della domanda interna di prodotti della moda, è stata messa sul tavolo la proposta di introduzione di un’aliquota agevolata temporanea del 10% e di detrazioni fiscali dedicate al consumo sulla scia di quanto messo in campo nei settori edilizia, automobili e mobile/arredo.

La risposta è stata, almeno per ora, confortante:

Abbiamo registrato un approccio politico più sensibile al nostro settore, dopo più di un anno di latitanza ma l’esistenza stessa di un comparto che rappresenta economicamente, socialmente e culturalmente il nostro territorio nel mondo ha urgente necessità di misure ad hoc come quelle che abbiamo proposto.

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