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Muzzarelli conferma che chiederà ai modenesi un ulteriore sacrificio economico

27 Gennaio 2015

“Sì, per colpa del Governo devo aumentare le tasse”

«L’alternativa sarebbe quella di togliere servizi importanti e non posso farlo»

Dalla manovra di bilancio alle riconversioni patrimoniali (“parziali e oculate”) per sostenere gli investimenti, dalle gare per l’affidamento del servizio di raccolta e gestione rifiuti ai problemi della Tari, fino ad alcuni impegni puntuali sulle tasse per il 2015 e su altre questioni di attualità. Sono i temi delle 12 risposte che il sindaco Gian Carlo Muzzarelli ha fornito ad altrettante domande poste pubblicamente nei giorni scorsi da Rete Imprese Italia rispetto al bilancio comunale.

A pochi giorni dalla discussione in Consiglio comunale del Documento unico di programmazione (Dup), che si svolgerà giovedì e precede l’elaborazione del bilancio di previsione, il sindaco ribadisce alle associazioni economiche i contenuti della manovra che prevede una riduzione della spesa corrente di 5,2 milioni di euro e un aumento delle entrate tributarie per 9 milioni, in modo da garantire il pareggio rispetto alle necessità di oltre 14 milioni dovute principalmente ai tagli statali.

Ecco le risposte del sindaco di Modena Gian Carlo Muzzarelli alle 12 domande poste da Rete Imprese Italia.

1 – Si impegna a non aumentare la pressione fiscale tributaria ed a ridurre la spesa corrente nel bilancio di previsione 2015? «La spesa corrente per il 2015 sarà ridotta di 5,2 milioni di euro. Ma a causa dei tagli statali la manovra di pareggio del bilancio supera i 14 milioni e sarà perciò necessario un aumento delle entrate tributarie di circa 9 milioni di euro; un aumento che ci lascia comunque sotto di 3 milioni rispetto al picco delle entrate del 2012. L'alternativa sarebbe un taglio drastico dei servizi e degli investimenti, con ricadute negative sulla coesione sociale nel primo caso e sulle possibilità di ripresa nel secondo».

2 – Si impegna a rivedere la partecipazione del Comune in enti, fondazioni, società partecipate? «Ovviamente dovremo tenere conto delle indicazioni della legge di stabilità e di eventuali altri provvedimenti del Governo. Ma a me pare che la valutazione vada fatta caso per caso, tenendo conto che le principali partecipazioni del Comune di Modena portano utili importanti al bilancio e dunque tornano alla collettività. Abbiamo però già annunciato che siamo pronti a parziali e oculate riconversioni patrimoniali per sostenere il piano degli investimenti a favore della scuola, della riqualificazione urbana e della ripresa».

3 – Si impegna a mettere in discussione e rivedere, in seno a Atersir, il capitolato standard del servizio rifiuti, per ottenere una revisione dei costi in vista della messa gara delle concessioni prevista entro il 2015, arrivando eventualmente a sospendere il pagamento delle fatture di Hera in assenza di piani finanziari adeguati e trasparenti? «Atersir metterà a gara il servizio di gestione rifiuti nel 2017, dopo una proroga dell'attuale situazione che permette un allineamento delle diverse situazioni regionali d'ambito e il conseguente complesso lavoro di analisi e stesura del capitolato di gara. In altre parole, con l'ottica di “area vasta” che deve avere una agenzia regionale come Atersir, nel 2017 si dovrà mettere a gara un nuovo modello di raccolta e gestione rifiuti su cui i tanti gestori presenti sul mercato si confronteranno. Per quanto riguarda il Comune di Modena, l'indicazione inviata ad Atersir è nettissima: oggetto della gara deve essere un modello flessibile, obbligatoriamente tarato sulla tariffa puntuale (misurabile con l'indifferenziato) e sviluppato sulla raccolta porta a porta e con i Centri di Raccolta a complemento. In merito alla trasparenza dei costi, Atersir ha già iniziato nel 2014, assieme ai comuni, un processo di analisi puntuale dei costi del Servizio di gestione rifiuti urbani e assimilati (Sgrua) che è alla base della formazione del Piano economico finanziario 2015 (Pef)».

4 – Si impegna, in coerenza con i recenti pronunciamenti del Ministero dell'Economia e delle Finanze (Mef), a escludere dall'ambito di applicazione della Tari le aree destinate alla produzione aziendale? «Il metodo di fare le leggi e poi scaricare i problemi attuativi sugli enti locali è intollerabile. Il Comune di Modena è a conoscenza del parere del Mef e ne terrà sicuramente conto, ma dal punto di vista puramente giuridico nessuna interpretazione può sostituire la legge 147/2013 (fonte primaria), a meno che lo stesso Mef non modifichi la fonte primaria stessa con un'altra legge. In ogni caso un approfondimento è in corso. E' volontà dell'amministrazione convocare in tempi rapidissimi il tavolo dell'economia per discutere della formazione del Pef Tari e del relativo regolamento per trovare la miglior soluzione tra mondo delle imprese ed ente pubblico, consapevoli che la non tassabilità delle superfici comporta implicazioni economiche e anche sul servizio che le aziende ricevono.
cambiamento però non cancella un dato di fondo, e cioè che il passaggio da tariffa a tassa ha aumentato i costi dell'Iva a carico dei contribuenti, mentre a carico dei Comuni è stato posto l'obbligo di dare copertura finanziaria completa al servizio di raccolta e gestione rifiuti, ovvero una sorta di “rischio di impresa” che a sua volta finisce inevitabilmente sui contribuenti onesti».

5 – Si impegna a concordare con Hera una proporzionale riduzione della spesa per la gestione dei rifiuti in relazione ai maggiori ricavi e utili che Hera stessa potrebbe realizzare grazie allo sfruttamento della massima capacità di incenerimento del termovalorizzatore di Modena, così come previsto dalle norme dello Sblocca Italia? «No, non pensiamo di usare il termovalorizzatore per fare cassa. Abbiamo rinunciato alla costruzione della nuova linea e non supereremo le prescrizioni ambientali della Provincia. Oggi il termovalorizzatore ha una sola linea in funzione (chiamata linea 4) e rimarrà ampiamente sotto le indicazioni dell'Aia 2011. Il tutto in coerenza con gli indirizzi strategici della Regione Emilia-Romagna».

6 – Si impegna a individuare, nel 2015, uno o più servizi pubblici a gestione diretta avviandone l'esternalizzazione a soggetti privati, nonché a indicare almeno una funzione amministrativa interna (paghe, Ced, ecc.) prevedendone la razionalizzazione attraverso l'integrazione con altri enti o la esternalizzazione attraverso una procedura di evidenza pubblica? «La riforma delle Provincie della legge 56/2014 ci aveva già spinto a studiare una serie di operazioni di riorganizzazione di servizi a livello intercomunale (paghe, Ced, statistica, avvocatura…). Purtroppo il pesante intervento operato dalla legge di stabilità sui bilanci provinciali ci sta inchiodando prima di tutto nell'opera di quadratura del bilancio e di ricollocazione razionale dei dipendenti. Se il Governo e la Regione faranno la loro parte contiamo di riprendere il cammino. Per quanto riguarda il Comune di Modena abbiamo scritto nel Dup che metteremo mano anche alla gestione dei servizi senza alcun pregiudizio ideologico, non per arretrare, ma per creare le condizioni di ulteriori sviluppi e qualificazioni».

7 – Si impegna a scegliere su base sovracomunale uno o più regolamenti da uniformare, semplificando le procedure e le modulistiche di riferimento? «Vale sostanzialmente la risposta alla domanda precedente, ma possiamo fare riferimento anche alla domanda 11, poiché il settore più decisivo è quello urbanistico. Da questo punto di vista vorrei però ricordare che con lo “Sblocca Modena” abbiamo già fatto un passo avanti nella giusta direzione. Al di là dei singoli interventi, su cui ci possono essere valutazioni diverse, portare da due anni a sei mesi l'iter delle procedure di autorizzazione delle riqualificazioni urbane è un bel salto».

8 – Si impegna a ridurre l'Imu che grava sui locali utilizzati per lo svolgimento dell'attività d'impresa? «L'Imu sui locali utilizzati direttamente dall'impresa è rimasta ferma. Di più, purtroppo, non abbiamo potuto fare, ma ci pare comunque di aver dato un segnale di attenzione e di aver tenuto conto della situazione delle piccole imprese. Nella manovra abbiamo anche introdotto, dopo il confronto con voi, una differenza di favore per i capannoni sfitti. Al momento servirà più come censimento, ma in prospettiva potrebbe consentirci di articolare meglio il prelievo».

9 – Si impegna a istituire l'elenco delle imprese fornitrici di lavori in economia in modo da agevolare, nei limiti di legge, e applicando il principio di rotazione, la partecipazione delle Pmi locali agli appalti di opere pubbliche, nonché ad utilizzare il frazionamento degli appalti in lotti funzionali, come stabilito dalla legge 98/2013? «Il piano degli investimenti favorisce di per sé la partecipazione alle procedure di appalto delle Pmi come conseguenza della ridotta dimensione delle opere e della natura prevalente degli interventi, che sono relativi alla manutenzione urbana, al completamento di reti e servizi, alla riqualificazione e alle riparazioni dei danni del sisma 2012. L'obiettivo di agevolare le imprese locali deve essere assunto all'interno dei vincoli e dei limiti di legge che riguardano la tutela della concorrenza e del mercato, valutando attentamente le procedure. Non necessariamente la istituzione di un albo dei fornitori andrebbe nella direzione auspicata, ma il principio della rotazione nelle procedure ad invito è senz'altro adottabile in assoluto e sarà adottato stabilmente. Su questi temi l'Amministrazione ha già in programma un incontro con i rappresentanti del settore edilizia che avrà luogo nelle prossime settimane».

10 – Si impegna a reinvestire in attività ed azioni di incoming turistico almeno il 70% delle entrate da imposta di soggiorno? «Tutte le entrate dell'imposta di soggiorno sono destinate alla promozione turistica. In più ricordo che per l'appuntamento di “Expo 2015” il Comune ha già impegnato 200 mila euro e ne stanzierà altri 100 in parte corrente del bilancio 2015. A tutto ciò si aggiungono investimenti in conto capitale di oltre 2 milioni di euro».

11 – Si impegna ad un confronto aperto sulla programmazione del prossimo PSC anche in collaborazione e sinergia con i Comuni limitrofi? «Assolutamente sì. Il prossimo PSC sarà partecipato, in città e in provincia».

12 – Si impegna a rivedere, come da impegno assunto, il Piano Sosta complessivo con le Associazioni Imprenditoriali per concordare le eventuali modifiche tariffarie? «Come sapete la proprietà della società di gestione del Novi Park è cambiata. Abbiamo già iniziato il confronto, per capire quali margini di manovra abbiamo all'interno del contratto e dove e come le strategie della società possano coincidere con le nostre. Continuo a pensare che sia interesse loro aumentare la clientela, come è interesse nostro migliorare le opportunità per i cittadini. Ovviamente siamo pronti a confrontarci anche con voi».

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