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SOS delle imprese: lo Stato non paga «Mancano all’appello 21 miliardi»

21 Settembre 2014

Oggi il termine indicato dal premier per saldare i debiti della Pubbliche Amministrazioni
35 miliardi di euro. Nonostante gli sforzi del governo, il debito della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese resta gigantesco. Lo spiega la Cgia di Meste che, calendario alla mano, punta l’indice contro promessa fatta dal premier Matteo Renzi la scorsa primavera nel corso di Porta a Porta: il pagamento di tutte le fatture arretrate della Pa entro il giorno di San Matteo, il 21 settembre. Quel giorno è arrivato oggi e il traguardo resta parecchio lontano. La situazione è tutta nei numeri del ministero dell’Economia. Tra il 2013 e il 2014 sono stati stanziati 56,8 miliardi per il pagamenti dei vecchi debiti: alla scadenza di luglio scorso ne sono stati versati appena 26,1, ai quali vanno sommati altri 5-6 miliardi pagati in estate, fino ad oggi. In totale siamo a circa 31-32 miliardi. Tutta questa massa di denaro, però, non serve a estinguere il monte dei debiti pregressi.
la Banca d’Italia, il totale delle fatture non pagate è di 75 miliardi, ai quali vanno sottratti 8,4 miliardi che sono stati ceduti a intermediari finanziari con il cosiddetto ‘pro soluto’: si ottiene il pagamento anticipato della fattura, perdendo una parte della cifra. Insomma, resta una massa di 66,5 miliardi. «Se sino ad oggi sono essere stati pagati circa 31-32 miliardi — racconta il segretario della Cgia di Mestre, Giuseppe Bortolussi —, per azzerare il debito accumulato con le aziende, la Pa deve pagare, in linea di massima, ancora 35 miliardi». La promessa non è stata mantenuta. La conferma arriva anche da Confartigianato: «La tappa del 21 settembre ci vede ancora distanti dal traguardo», ricorda il presidente Giorgio Merletti. «Nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi due anni, l’Italia rimane il Paese con la più alta quota di debiti della Pa, pari al 3,3% del Pil: della somma stanziata, mancano 21 miliardi».
NON È tutto. La nostra pubblica amministrazione sta accumulando altri arretrati. Sebbene esista una direttiva europea che impone pagamenti in 30 giorni, salvo alcune limitate eccezioni a 60, «nel 2014 la media in Italia è di 165 giorni», conclude Bortolussi. La Grecia, per fare un esempio, è molto più efficiente di noi. In futuro, allora, il problema potrebbe ripresentarsi.
opposizioni hanno naturalmente messo in evidenza il tradimento della parola data dal premier. Duro Brunetta, irridente Salvini: «Renzi disse ‘tutti i debiti della pubblica amministrazione saranno pagati entro il 21 settembre. Altrimenti andrò in pellegrinaggio al santuario di Monte Senario, vicino a Firenze’. Se fosse persona di parola, starebbe preparando le scarpe da corsa…».

il Resto del Carlino Modena –  21 Settembre 2014 (Matteo Palo)

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