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«Tasse sui capannoni, siamo solamente a metà dell’opera»

30 Settembre 2014

«Le puntuali elaborazioni della Cgia di Mestre sull’Imu applicata ai capannoni danno conto del buon lavoro fatto a Modena grazie alla fruttuosa discussione che Rete Imprese ha avuto in particolare con l’ex assessore al Bilancio Giuseppe Boschini. Ma siamo a metà dell’opera, perchè va proseguito il percorso intrapreso negli ultimi due anni per sgravare le pmi di un carico fiscale che sul fronte Imu è ancora pesantissimo».
dice Rete Imprese, che riunisce Lapam-Confartigianato, Confcommercio-Fam, Confesercenti e Cna. Un intervento che chiama in causa i risultati delle analisi condotte dalla Cgia di Mestre sull’Imu, che aveva segnalato come nel Comune di Modena ci fosse stato un calo di imposte sui capannoni industriali, (meno 15%, pari a 309 euro. Modena, insieme a Nuoro e Siracusa, era l’unica città. «In vista del progetto di bilancio comunale — osserva Rete Imprese — crediamo sia essenziale riprendere il filo del dialogo con l’amministrazione comunale per ragionare su quali ulteriori misure di contenimento della fiscalità sulle imprese modenesi possano essere messe in campo. Non deve essere dimenticato che nel 2012, con il passaggio all’Imu, l’imposizione sugli immobili produttivi in non pochi casi è quasi raddoppiata. Ed a ciò va aggiunto il fatto che negli ultimi due anni è arrivata un’ulteriore mazzata, rappresentata dall’incremento complessivo della Tares attorno al 17%.
— sottolineano Confesercenti, Cna, Lapam-Confartigianato e Confcommercio-Fam — in un quadro nel quale anche le pmi modenesi, alle prese con una crisi che tutt’ora morde, sono schiacciate da una tassazione locale e nazionale abnorme, rimane l’urgenza di ridurre con decisione le aliquote Imu almeno sui beni strumentali utilizzati nell’attività dell’impresa. Una richiesta, questa, che formalizzeremo al nuovo assessore al Bilancio, non appena saremo convocati, e che trova pieno fondamento nel fatto che gli immobili strumentali sono già sottoposti a tassazione sul reddito di impresa».
concetto di fondo è semplice: con tasse eccessive le pmi non possono ripartire: «Deve essere chiaro anche ai nuovi amministratori — conclude Rete Imprese — che nessuna crescita sarà possibile con livelli di tassazione da record mondiale e che se vogliamo far tornare le pmi sulla strada virtuosa dello sviluppo e della creazione di una nuova stagione di benessere diffuso, anche i livelli istituzionali locali possono fare la propria parte, rivedendo, pur in un’ottica di medio periodo, l’imposizione che grava sul mondo produttivo».

il Resto del Carlino MODENA mar, 30 settembre 2014

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