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Genedani: “Il Governo mantenga le risorse al settore e lavori contro la concorrenza sleale”

I rischi di un rincaro del gasolio

Un consolidamento del balzo del prezzo del petrolio causato dall’attacco di sabato scorso agli impianti petroliferi in Arabia Saudita potrebbe ingenerare ulteriori spinte recessive alle economie avanzate e soprattutto dell’Italia, caratterizzata da una elevata dipendenza petrolifera: le importazioni nette sono pari al 91,5% del consumo interno. 

“L’impatto sui prezzi del petrolio – sottolinea Amedeo Genedani, presidente nazionale Confartigianato Trasporti e presidente Lapam Trasporti – colpirebbe in modo particolare il nostro, come evidenziato nel recente report nazionale di Confartigianato Lapam. Il settore del trasporto assorbe il 31,4% degli impieghi di energia, ma sale al 69,6% per quanto riguarda gli impieghi di petrolio. Un probabile aumento del prezzo dei carburanti rende critiche le condizioni di competitività delle imprese di autotrasporto. L’Italia è al secondo posto nell’Unione Europea per il prezzo più alto del gasolio per autotrazione pagato dalle imprese: 1.245 euro per 1.000 litri al netto dell’Iva. Ci supera soltanto il Regno Unito con 1.306 euro. Sull’elevato costo dei carburanti – sottolinea Genedani – pesa la tassazione: l’Italia è al quarto posto nell’Ue per la maggiore tassazione sull’energia, con uno spread fiscale che vale 14,1 miliardi di euro”.

L’autotrasporto di merci significa nel nostro Paese 89.904 imprese con 337.784 addetti e un fatturato di 45,9 miliardi, ogni anno vengono trasportate 885,5 milioni di tonnellate di merci. Il presidente Genedani riprende: “In particolare, la direttrice del Brennero veicola il 20,3% del valore delle esportazioni made in Italy, pari a 2.855 euro al secondo. Nel rapporto sono evidenziate le condizioni di criticità della competitività delle imprese, che hanno determinato una marcata riduzione della quota di mercatoche nel 2018, ha visto collocarsi al 20,5% la quota degli autotrasportatori italiani nel trasporto di merci internazionali, in un mercato dominato dai vettori polacchi. A tal proposito va osservato che il costo medio del lavoro del personale delle imprese di traporto merci polacche è pari ad un quarto di quelle italiane. Altro problema evidenziato nel report sono i tempi di pagamento tra imprese, pari a 48 giorni. Nonostante il miglioramento nell’ultimo anno, l’Italia è tra i 4 peggiori pagatori tra i 25 paesi Ue. Al Governo diciamo che non possiamo permetterci di perdere le risorse che abbiamo ottenuto negli ultimi anni. Ma servono anche controlli severi e mirati per contrastare la concorrenza sleale degli operatori irregolari, così come una semplificazione delle regole”.

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