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Green pass: come organizzare l’impresa in vista del 15 ottobre

30 Settembre 2021

Il decreto legge n.127/2021 ha esteso l’obbligo di possedere ed esibire, su richiesta, il green pass a tutti coloro che svolgono un’attività lavorativa, sia nel settore pubblico che in quello privato, dal 15 ottobre al 31 dicembre 2021 (data di cessazione dello stato di emergenza ndr.). Per il settore privato l’obbligo è esteso a tutti coloro che svolgono a qualsiasi titolo la propria attività lavorativa, di formazione o di volontariato presso i luoghi di lavoro, anche sulla base di contratti esterni (es. liberi professionisti, collaboratori, lavoratori autonomi, ditte di pulizie, mense, etc). Restano quindi esclusi da questo vincolo solo i soggetti esenti dalla campagna vaccinale sulla base di idonea certificazione medica.

Nei giorni scorsi il governo è intervenuto fornendo alcuni chiarimenti interpretativi emersi dopo la pubblicazione del decreto e aggiornando sul proprio sito istituzionale le FAQ (domande frequenti ndr.) sull’obbligo di green pass per imprese e lavoratori. In attesa di eventuali nuove delucidazioni, proviamo qui a riassumere i punti di attenzione da considerare entro il 15 ottobre.

Informativa ai dipendenti

Il decreto stabilisce che i lavoratori sprovvisti di green pass, o che ne siano privi al momento dell’accesso nel luogo di lavoro, sono da considerare assenti ingiustificati fino alla presentazione della certificazione verde, senza corresponsione della retribuzione o altro compenso o emolumento, ma con diritto alla conservazione del posto e senza conseguenze disciplinari. Questo meccanismo è diverso per le imprese con meno di 15 dipendenti, per cui dopo cinque giorni di assenza ingiustificata, il datore di lavoro può sospendere e sostituire il lavoratore per un periodo massimo di 10 giorni, rinnovabili una sola volta per altri 10 giorni (da notare che qualora sia disposta la sospensione e attivato un contratto a termine per la sostituzione del dipendente senza green pass, quest’ultimo rimane sospeso per la durata del contratto di lavoro stipulato ndr.). Il decreto prevede inoltre una sanzione specifica – da 600 a 1.500 euro – per i lavoratori che eludano le verifiche, prefigurando la legittimità di un ulteriore provvedimento disciplinare per sanzionare eventuali recidive.

Alla luce di quanto previsto dal provvedimento normativo e al fine di informare i collaboratori delle imprese associate, presso tutte le filiali Lapam è a disposizione un’apposita informativa volta a chiarire questi e altri aspetti, da inviare ai propri collaboratori prima del 15 ottobre.

Controlli e conferimento incarico per la verifica dei green pass

Su questo aspetto è bene ribadire che la responsabilità dei controlli è del datore di lavoro, il quale deve attivare una procedura interna che consenta di verificare il possesso del green pass dei lavoratori “prevedendo prioritariamente, ove possibile, che siano effettuati al momento dell’accesso”. Alla luce di quanto disposto dall’art.3 comma 5, il datore di lavoro (o il soggetto incaricato) può quindi verificare il green pass in un passaggio successivo all’ingresso, ma prima che abbia inizio la prestazione di lavoro del dipendente. Detto ciò, le verifiche possono essere eseguite “a campione”, dando quindi la possibilità di predisporre un’adeguata programmazione dei controlli, i quali possono essere svolti anche da soggetti incaricati dell’accertamento, individuati dal datore di lavoro con apposito atto formale. A tal proposito, in allegato a questo articolo, trovate un modello di conferimento incarico liberamente scaricabile.

Qui trovate un aggiornamento con le novità introdotte dal governo con il DPCM del 12 ottobre.

Ricordiamo che in caso di omessa adozione delle misure organizzative per il controllo dei green pass, i datori di lavoro rischiano una sanzione amministrativa da 400 a 1.000 euro.

Modalità operative

Forse l’aspetto più problematico dell’intero decreto, dovendosi declinare sulle singole, diverse realtà imprenditoriali. Come è evidente un’attività di autotrasporto presenta differenze sostanziali rispetto a un’impresa del verde o ad uno studio medico. Detto ciò è bene iniziare a predisporre un piano organizzativo che tenga conto dell’informativa ai dipendenti, del conferimento formale agli accertatori e delle modalità di controllo. A tal proposito vi ricordiamo che le nostre sedi sono a vostra disposizione per predisporre il piano più adatto alla vostra realtà imprenditoriale.

Guarda il nostro webinar per approfondire

Di questi ed altri argomenti collegati al nuovo obbligo, abbiamo parlato in un webinar dedicato alla imprese. Lo riproponiamo qui sotto, invitando a contattare le nostre sedi sul territorio per avere maggiori informazioni.

La registrazione del nostro webinar dedicato al Green pass nei luoghi di lavoro

I cartelli da esporre

Qui potete scaricare liberamente i cartelli da esporre all’ingresso dei luoghi di lavoro.

  1. GREEN PASS luoghi di lavoro

Esibizione Green Pass nei luoghi di lavoro

Nei luoghi di lavoro

Esibizione Green Pass

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