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Le linee guida da seguire per la campagna vaccinale nei luoghi di lavoro

Regione Emilia Romagna ha comunicato ai dipartimenti di sanità pubblica, alle AUSL regionali e alle parti sociali, le linee guida per la “campagna vaccinale anti covid-19 nelle attività economiche e produttive”. Il documento predisposto dalla Regione, ricalca sostanzialmente le “indicazioni ad interim per la vaccinazione anti Sars-Cov-2/Covid-19 nei luoghi di lavoro” messo a punto da governo, INAIL e dalla Conferenza Stato-Regioni lo scorso8 aprile, con alcune precisazioni. Vediamo qui in sintesi i punti salienti contenuti nel documento, rimandando alle nostre sedi sul territorio per ricevere maggiori informazioni o assistenza.

I presupposti necessari

I presupposti per la vaccinazione nei luoghi di lavoro, considerando in primis la campagna vaccinale nazionale, sono:

  • la disponibilità di vaccini;
  • la disponibilità dell’azienda;
  • la presenza/disponibilità del medico competente o di altro personale sanitario;
  • la sussistenza delle condizioni di sicurezza per la somministrazione di vaccini;
  • l’adesione volontaria ed informata da parte delle lavoratrici e dei lavoratori;
  • la tutela della privacy e la prevenzione di ogni forma di discriminazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Oltre al coinvolgimento e alla supervisione del medico competente o di altro personale sanitario debitamente formato, Regione E-R sottolinea come la vaccinazione in azienda rappresenta sempre e comunque un’iniziativa di sanità pubblica e non un’attività finalizzata alla prevenzione nei luoghi di lavoro.

La Regione rimarca poi come, oltre a “criteri di efficienza ed efficacia” la campagna vaccinale nei luoghi di lavoro deve essere promossa ove sussistano “sedi vaccinali ad alti volumi di attività“, in modo da contribuire attivamente ad accelerare la conclusione della campagna nazionale.

In questo senso un punto vaccinale viene considerato compatibile con le finalità della campagna, quando è in grado di erogare un minimo di 500 vaccinazioni al giorno.

Modalità di somministrazione

Questa è forse la parte più complessa dal punto di vista organizzativo e gestionale. Su questo fronte infatti il documento regionale raccomanda alla struttura organizzativa:

  • spazi idonei per la somministrazione dei vaccini;
  • spazi per accessi scaglionati;
  • spazi per la permanenza post vaccinazione.

È inoltre necessario garantire adeguati standard di sicurezza e prevedere kit di pronto soccorso, carrello delle emergenze e materiali per la disinfezione.
Inoltre è necessario garantire:

  • informazione ai lavoratori sulla procedura e sulle modalità di vaccinazione applicate;
  • informazione circa la somministrazione del vaccino e sue conseguenze, acquisizione del consenso informato e raccolta dell’anamnesi vaccinale secondo il modello unico definito a livello nazionale;
  • verifica delle condizioni di salute ai fini di un’appropriata somministrazione del vaccino;
  • tempestiva registrazione dei dati relativi alle singole vaccinazioni espletate esclusivamente sulla piattaforma SOLE messa a disposizione dalla Regione Emilia-Romagna;
  • vigilanza di eventuali reazioni avverse a breve termine successive alla somministrazione del vaccino;
  • registrazione delle reazioni avverse e successivo invio ai sistemi di gestione della farmacovigilanza.

Il personale medico

Regione Emilia Romagna rimarca inoltre l’importanza della formazione del personale medico coinvolto nella campagna vaccinale.
Oltre alla formazione sanitaria necessaria per prevenire possibili reazioni avverse nei vaccinati, i medici competenti dovranno registrare le vaccinazioni attraverso il portale regionale SOLE, in modo da garantire l’allineamento con il Sistema informativo dell’anagrafe vaccinale.

L’iter da seguire per attivare un punto vaccinale

Premesso che i datori di lavoro possono scegliere se procedere “singolarmente o in forma aggregata, con il supporto o il coordinamento delle associazioni di categoria, o nell’ambito della bilateralità” e considerate le vaccinazioni minime richieste ad ogni azienda, l’iter procedurale che il datore di lavoro deve seguire è il seguente:

  • Il datore di lavoro che intende allestire un punto vaccinale presso la propria struttura per i propri dipendenti, predispone un Piano Aziendale di Vaccinazione che comunica alla AUSL di competenza per sede vaccinale, preferibilmente attraverso l’Associazione di categoria.
  • Per i punti vaccinali allestiti presso una struttura aziendale e condivisi tra più aziende o che aggregano più aziende, l’azienda presso cui è istituito il punto vaccinale comunica alla AUSL di competenza un Piano aziendale allegando anche l’adesione di tutte le aziende che afferiscono a tale punto vaccinale. La raccolta delle adesioni alla vaccinazione dei lavoratori appartenenti alle aziende ospitate è a cura dei rispettivi medici competenti, nel rispetto della riservatezza dei dati personali.
  • Per i punti vaccinali promossi e organizzati da associazioni di categoria o nell’ambito della bilateralità, e/o attivati presso strutture sanitarie private, la comunicazione della pianificazione delle attività vaccinali all’AUSL di competenza sarà a carico della struttura che organizza il punto vaccinale e conterrà le richieste ricevute dalle aziende aderenti.

Le priorità individuate da Regione Emilia Romagna al fine di implementare la campagna vaccinale, sono :

  • aziende o punti vaccinali in grado di erogare un maggior numero di vaccinazioni;
  • aziende che mettono a disposizione la propria struttura anche per altre aziende del territorio;
  • aziende dei comparti in cui si sono registrati più frequentemente cluster aziendali (lavorazione carni/industria alimentare, trasporti/logistica, metalmeccanica, commercio/grande distribuzione).

Per maggiori informazioni

Per maggiori informazioni e per ricevere assistenza potete rivolgervi alla sede Lapam più vicina, o compilare il modulo che trovate in fondo a questa notizia.

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