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Recovery Plan: allarme sulla burocrazia

Per realizzare un appalto pubblico infrastrutturale in Italia servono 7 mesi in più rispetto alla media europea.

A rallentare i lavori sono i numerosi passaggi burocratici che incidono per il 54,3% sui tempi complessivi per completare le opere. A denunciare l’ombra pesante della burocrazia sull’attuazione dei progetti del Recovery Plan è uno studio Confartigianato che ha rilevato l’impatto degli adempimenti amministrativi sulla competitività del nostro Paese.

In vista dell’incontro tra associazioni e Governo sul Recovery Plan, il Presidente Lapam Confartigianato Gilberto Luppi sottolinea:

La burocrazia è la nemica dei nostri imprenditori. Una delle grandi sfide da vincere con il Recovery Plan consiste proprio nel semplificare e snellire la mole di costosi e inutili adempimenti che pesano sulle aziende e sul Paese e nel rendere la macchina amministrativa capace di scaricare a terra il potenziale del Piano con una efficace programmazione e gestione delle sue misure.

In particolare, per quanto riguarda le infrastrutture materiali, abbiamo calcolato che in Italia occorrono in media 815 giorni, circa 2 anni e 3 mesi, per completare l’iter di un appalto pubblico tipo come la riasfaltatura di 20 km di una strada a doppia corsia, senza lavori accessori né successivi all’esecuzione. Una durata, che va dalla pubblicità del bando di gara al termine dei lavori e comprende il pagamento dell’impresa appaltatrice, che supera di 7 mesi i 605 giorni rilevati in media nell’Ue a 27 e colloca il nostro Paese al penultimo posto nell’Unione Europea. Ci supera soltanto la Grecia dove il ciclo di vita dell’appalto è di 1.120 giorni.

Secondo la nostra rilevazione, il 54,3% del tempo necessario per completare l’opera pubblica in Italia è assorbito dai cosiddetti tempi di attraversamento, calcolati tra la fine di una fase e l’avvio della successiva, che non sono utilizzati per realizzare l’opera, ma vengono impegnati da procedimenti burocratici e autorizzativi. La lentezza della nostra burocrazia pesa direttamente anche sulle tasche delle imprese che realizzano l’appalto: in Italia, infatti, devono aspettare in media 90 giorni per essere pagate dall’Ente pubblico appaltante, vale a dire il doppio rispetto ai 46 giorni della media Ue e tre volte in più del limite massimo di 30 giorni imposto dalla legge sui tempi di pagamento.

La durata della realizzazione delle opere pubbliche è soltanto uno degli ambiti in cui la burocrazia rallenta e blocca la competitività italiana. Il nostro Paese è al 23° posto tra i 27 Paesi dell’Unione europea per l’eccesso di complicazioni amministrative e al 58° posto tra 190 Paesi nel mondo per la facilità di fare impresa.

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