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Lo split payment penalizza le imprese – L’Unione Europea decide di rimandarlo

Lapam: "Lo split payment penalizza le imprese"
intanto l'Unione Europea decide di rimandare questo strumento previsto dal Governo italiano

Ribadiamo il nostro secco NO allo Split Payment

il meccanismo in vigore da gennaio, in base al quale gli Enti pubblici versano direttamente allo Stato l'imposta sugli acquisti di beni e servizi, e non alle aziende fornitrici. E così, queste ultime rimangono in credito di Iva e devono aspettare mesi prima di vedersela rimborsata. Per le aziende edili, in particolare ma non solo, questo è un grave danno che va ad acuire una crisi senza fine. Nel nostro territorio la situazione è pesantissima e questo provvedimento è deleterio".

Roberto Ferrari, presidente Lapam Confartigianato edilizia, punta il dito contro questa norma che, tra l'altro, non è stata ancora ratificata da Bruxelles: "L'Italia non ha fatto i conti con l'Europa" sottolinea infatti Ferrari. E stavolta i conti ammontano a circa 900 milioni di euro e riguardano l'Iva che l'Erario prevede di incassare sulle fatture delle imprese che lavorano per la pubblica amministrazione. Fin da gennaio Lapam Confartigianato e Rete Imprese Italia hanno fortemente contestato questa misura che, in nome della lotta all'evasione fiscale, priva le aziende oneste di un bel po' di liquidità e consente allo Stato di fare cassa. Il calcolo di Confartigianato Lapam è che la norma sui crediti Iva costerà alle imprese 230 milioni di euro.

"Da parte nostra prosegue Ferrari – come costruttori di Lapam Confartigianato, abbiamo lanciato una petizione unitaria on line contro lo split payment. Grazie alla nostra battaglia a febbraio l'impatto dello split payment è stato attenuato con una norma che prevede di anticipare alle imprese appaltatrici il 20% dell'importo dei lavori. Ma sia-mo arrivati anche a Bruxelles e abbiamo segnalato ai Commissari europei interessati alla materia l'impatto negativo della norma sulle imprese e la scelta dell'Italia di applicare lo split payment senza aspettare il parere positivo dell'Unione Europea. Parere necessario visto che si tratta di una misura di deroga in materia di Iva. Ebbene, la risposta non si è fatta attendere". Infatti dagli Uffici del Commissario Ue per gli affari economici e finanziari, la fiscalità e le dogane, Pierre Moscovici, è arrivato il chiarimento sulla vicenda: "Qualsiasi provvedimento di deroga in materia di Iva si legge nella lettera di risposta ricevuta da Lapam Confartigianato edilizia può essere legittimamente applicato in uno Stato membro soltanto dopo che il Consiglio europeo ha adottato all'unanimità una proposta della Commissione a tale riguardo". E, al momento, il Consiglio europeo non si è ancora espresso.

Come dire, insomma, che sullo split payment l'Italia ha fatto il passo più lungo della gamba e che sulla legittimità della sua applicazione pende ancora il via libera dell'Europa.

Gazzetta di Modena

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